Oggetto: Covid-19. Chiarimenti.

Come noto, l’emergenza epidemiologica in atto ha determinato costanti innovazioni
nella concreta gestione del Personale della Polizia di Stato, anche in conseguenza
dell’introduzione di nuovi istituti giuridici.

In ordine a questi ultimi, sono pervenuti a questa Direzione centrale quesiti concernenti
le relative modalità applicative, ai quali si intende fornire riscontro con la presente.

1. RAPPORTI TRA GLI ISTITUTI DEL CONGEDO STRAORDINARIO, DELL’ ASPETTATIVA E DEL CONGEDO SPECIALE DI CUI ALL’ART. 87, COMMA 7, DEL DECRETO-LEGGE 17 MARZO
2020, N. 18.

Nel caso in cui il dipendente sia già assente dal servizio a titolo di congedo straordinario
per malattia, al verificarsi dei presupposti che danno luogo all’applicazione dell’art. 87, comma
7, del citato d.l. n. 18 del 2020, tale ultimo titolo di assenza, costituendo una speciale categoria
di congedo straordinario, peraltro recante un regime più favorevole, in virtù del principio
generale di “specialità” prevale su quello del congedo straordinario per infermità.

Diversamente, nel caso in cui il dipendente sia già assente dal servizio a titolo di
aspettativa per infermità, il sopraggiungere, medio tempore, dei presupposti previsti per
l’applicazione del citato art. 87, comma 7, non altera, comunque, lo status del dipendente già
posto in aspettativa.

Infatti, l’art. 68 del d.P.R. n. 3 del 1957, prevede, tra l’altro, che “/’aspettativa per
infermità ha termine col cessare della causa per la quale fu disposta”.

2. CONGEDO SPECIALE PER ASSISTENZA AI FIGLI MINORI.

L’art. 9 del decreto — legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla
legge 17 dicembre 2021, n. 215, ha introdotto un “congedo parentale speciale” per assistere i
figli minori in specifiche circostanze legate all’emergenza pandemica, in parte riproducendo la
disciplina già esistente e prevista, da ultimo, dall’art. 2 del decreto — legge 13 marzo 2021, n.
30, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 maggio 2021, n. 61.

Nello specifico, i lavoratori dipendenti che siano genitori di figli conviventi minori di 14
anni possono, in modo alternativo fra loro, astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente
in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza,
della durata dell’infezione da SARS —CoV- 2 del figlio oppure della quarantena dello stesso per
contatti stretti, ovunque avvenuti, con soggetti positivi, percependo un’indennità pari al 50%
della retribuzione. Tale indennità è calcolata secondo le disposizioni dell’art. 23 del decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e i periodi di assenza sono coperti da contribuzione figurativa.

La medesima disposizione si applica ai genitori di figli con disabilità grave di cui all’art.
3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, a prescindere dall’età del figlio, sia nel casi di
sospensione dell’attività didattica, malattia da COVID-19 oppure quarantena per contatto
stretto sia in caso di chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale.

Per il Personale della Polizia di Stato è possibile fruire del citato congedo indennizzato al
50% solo in_ forma giornaliera, essendo esclusa la possibilità di fruirne in modalità oraria
dall’art. 32, comma 1-ter, del decreto legislativo 26 marzo 2001], n. 151.

Inoltre, coloro che dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022 e fino all’entrata in vigore
della norma (pubblicata in G.U. il 21 ottobre 2021) abbiano usufruito di giorni di congedo
parentale ex artt. 32 e 33 d.lgs. n. 151/2001 per i periodi di sospensione dell’attività didattica
dei figli conviventi minori di anni 14 oppure per la durata della malattia da COVID-19 o della
quarantena dei medesimi, possono chiederne la conversione nell’illustrato speciale congedo
indennizzato al 50%.

Se il figlio convivente ha, invece, un’età compresa tra i 14 e i 16 anni, il genitore ha diritto
di astenersi dal lavoro, senza retribuzione né indennità né contribuzione figurativa.

La norma, che a differenza delle disposizioni precedenti non contempla più la possibilità
di adibire a lavoro agile il genitore di minori che si trovino nelle suddette condizioni, prevede,
inoltre, che questo congedo non può essere fruito qualora l’altro genitore ne stia già godendo,
oppure non svolga alcuna attività lavorativa, oppure sia sospeso dal lavoro, salvo che con
riferimento a figli avuti da altri soggetti che non siano nelle suddette posizioni.

Le disposizioni di cui all’art. 9 d.l. n. 146/2021 sono valide fino al 31 marzo 2022.

Stante quanto sopra esposto, nei casi in cui il figlio minore sia contatto stretto di un
soggetto con positività confermata, il dipendente, mero “contatto indiretto” per il quale non
sono previsti provvedimenti di tipo medico, potrà fruire del congedo ex art. 9 d.l. n. 146/2021.

In subordine, in armonia con i principi espressi in precedenti circolari!, è affidata alla
sensibilità del dirigente dell’ufficio la valutazione dei presupposti per l’eventuale applicazione
del congedo straordinario per gravi motivi in alternativa allo speciale congedo “parentale”
previsto dalla normativa emergenziale, in relazione alla peculiare situazione che sarà
rappresentata dall’interessato, trattandosi di istituti volti a disciplinare situazioni diverse.

3. POSIZIONE GIURIDICA DEI DIPENDENTI CHE RISULTANO POSITIVI O CHE RISULTANO
ESSERE ‘CONTATTO STRETTO” DI CASI POSITIVI.

Come è noto, le previsioni sulla quarantena dei contatti stretti dei soggetti positivi al virus
SARS-CoV-2 e sull’isolamento dei soggetti positivi hanno recentemente subito sostanziali
modifiche.?

In particolare, per i dipendenti che rientrano nelle casistiche indicate nella tabella 1 della
circolare della Direzione centrale di sanità n. 850/A — 311 del 7 gennaio 2022, riguardante i
dipendenti con positività confermata al SARS — CoV- 2, trova applicazione l’art. 87, comma 7,
d.l. n. 18/2020.

Con riferimento, invece, ai dipendenti che risultino ‘contatto stretto” di soggetti con
positività al SARS-CoV-2, è possibile enucleare due casistiche in ragione dello stato vaccinale
del dipendente asintomatico, richiamate nella circolare della Direzione centrale di sanità n.
850/A n. 2814 del 9 febbraio 2022: la prima prevede che il dipendente sia posto in quarantena
per un periodo di 5 giorni e la seconda, invece, prevede che il dipendente rispetti un periodo di
auto – sorveglianza di 5 giorni, con obbligo di indossare la mascherina FFP2 per 10 giorni.

Nel primo caso, pertanto, trova applicazione il citato art. 87, comma 7, mentre, nel
secondo caso, il dipendente può svolgere attività lavorativa e circolare liberamente, rispettando
le prescrizioni imposte dall’auto — sorveglianza.

4. DIPENDENTE SOSPESO PER INADEMPIMENTO ALL’OBBLIGO VACCINALE E POSSIBILITÀ
DI SVOLGERE ATTIVITÀ LAVORATIVA.

Con riferimento alla specifica ipotesi di sospensione per inadempimento all’obbligo
vaccinale, ai sensi dell’art. 4-ter del decreto legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, è da ritenersi legittimo consentire al
dipendente sospeso in ragione della summenzionata disposizione normativa di svolgere
un’attività lavorativa che gli garantisca un decoroso sostentamento per se stesso e per la sua
famiglia, non potendo una misura come quella della citata sospensione, posta a tutela di interessi
costituzionalmente rilevanti, pregiudicare interessi altrettanto primari, quali, primi tra tutti, il
“bene vita” e la dignità umana.

Tuttavia, si precisa che, seppure la sospensione de qua implichi una transitoria
interdizione dal “diritto di svolgere l’attività lavorativa”, e dunque una temporanea interruzione
del rapporto di servizio, permane in ogni caso il rapporto di impiego, significando che qualsiasi
attività lavorativa svolta dal dipendente sospeso sarà, naturalmente, soggetta al rispetto della
normativa vigente e dovrà esserne data tempestiva comunicazione all’ufficio di appartenenza
in relazione alle valutazioni da effettuarsi in concreto con riferimento ai profili di assenza di
nocumento per il prestigio e il decoro dell’ Amministrazione.

5. OBBLIGO VACCINALE PER IL PERSONALE DELLA POLIZIA DI STATO — TRASMISSIONE
DEI PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE E LORO SUCCESSIVA REVOCA.

Si rammenta che, ai sensi della circolare esplicativa del Capo della polizia – Direttore
generale della pubblica sicurezza 333-A/21554 del 10 dicembre 2021, i provvedimenti di
sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, emessi nei confronti dei dipendenti della
Polizia di Stato inadempienti all’obbligo vaccinale, devono essere trasmessi, con indicazione
della data di avvenuta notifica, al competente Ufficio amministrativo-contabile, secondo le
scadenze consuete, nonché al Servizio di questa Direzione centrale competente in base alla
qualifica ricoperta dal dipendente, affinché tale sospensione possa produrre gli effetti giuridici
previsti dalla legge.

Allo stesso modo, dovranno essere trasmessi anche i successivi provvedimenti di revoca
delle sospensioni già irrogate, non appena si sia verificata la relativa causa; la revoca deve
essere adottata dallo stesso organo che ha emesso il provvedimento di sospensione.

Si confida nella collaborazione delle SS.LL. nel garantire l’osservanza delle illustrate
disposizioni.

La circolare